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BASTA CON LA SOLITA SOLFA, OGGI I RUOLI SI RIBALTANO E SEI TU A VALUTARE IL RECRUITER

Ecco allora 3 aspetti per capire se chi hai davanti è un selezionatore coi fiocchi o se ha lo spessore di un soufflè!

 

#1 Capacità di ascolto: Scontato? Assolutamente no, quante volte si ha la netta sensazione che il nostro interlocutore ascolti i primi 20 secondi e poi si perda nei meandri di una improvvisa visione apparsa proprio lì dietro alle nostre spalle? “MIRACOLOOOO!”

La capacità di ascolto attivo significa avere un’estrema attenzione e cura del candidato ed essere in grado di apprendere e di farsi “coinvolgere” dalle sue parole. Questo dovrebbe permettere al selezionatore di non fare le classiche domande tipo “si descriva con 3 aggettivi”, “che hobby ha”? Ma di riuscire ad articolare domande “ad hoc” costruite sulla nostra specifica esperienza e mirate ad approfondire la nostra personalità e professionalità.

 

# 2 Competenza:Competenza non significa solo formazione accademica bensì nel caso di un recruiter vuol dire profonda conoscenza del ruolo che ci sta proponendo (e del settore) e padronanza degli aspetti tecnici e specifici che caratterizzano il nostro operato. La competenza va di pari passo con l’esperienza e ci fa capire in che tipo di figure è specializzato e su quali parametri baserà il suo giudizio.

 

# 3 Entusiasmo: No non abbiamo confuso il recruiter con il coach life! Ma se uscite da un colloquio con la voglia di andare ad allevare mufloni a Katamandu  forse non vi ha trasferito il giusto entusiasmo per l’offerta lavorativa o più in generale per le opportunità che potreste avere.

 

E secondo voi quali sono le caratteristiche più importanti che un selezionatore deve avere per essere credibile?

Dateci il vostro parere, chi risponderà sarà sorteggiato e vincerà… un abbraccio di energia positiva!!

 

PS: E come sempre se siete curiosi…… GOOGLE DOCET ;) I recruiter sanno tutto di voi ma…. cosa dice Google di loro???

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1 comment

  • MARIANGELA REBOLINI

    Comment Link Venerdì, 04 Aprile 2014 13:28

    Purtroppo da alcuni mesi sono alla ricerca di un nuovo impiego e per la prima volta nella mia vita lavorativa mi trovo disorientata, delusa ed arrabbiata. La ricerca di un nuovo impiego mi porta via molte risorse, tempo, pazienza ed anche denaro, se considero i 500 curriculum che ho spedito e la benzina spesa per recarmi a colloqui di selezione, il più delle volte assurdi ed infruttuosi.
    Di seguito riassumo quanto ho appreso negli ultimi mesi:
    - I selezionatori o recruiter, che fà più scena..., devono smettere di porsi su uno scalino, anzi mille scalini, al di sopra del candidato e questo per due semplici motivi: anche loro sono umani e non sono dei geni venuti sulla terra!
    - Arrivare ad avere un colloquio di lavoro sembra un miraggio irraggiungibile e quando vieni chiamato, ti sembra talmente un miracolo che davanti a te il recruiter ti pare quasi un dio... e di questo purtroppo tanti se ne approfittano
    - Sicuramente devo essere stata particolarmente sfortunata ad incontrare persone non proprio al "top"!
    - E' giusto che il personale venga selezionato in quanto la richiesta supera di ben lungo l'offerta, ma questo non deve rivelarsi un'arma impropria in mani non molto professionali
    - Ovviamente bisogna scremare tra le migliaia di curriculum che arrivano, ma un curriculum ben scritto, nel contenuto e nella forma, non implica che la persona che lo ha scritto sia altrettanto splendida... e come dice una canzone "lo scoprirete solo vivendo..."
    - Con questo voglio dire che è giusto scremare i C.V. ma che bisogna dare anche voce alle persone che si celano dietro una pagina anonima e senza vita
    - Purtroppo non ho quasi mai avuto l'opportunità di mostrare il mio viso e di far sentire la mia voce e questo mi amareggia molto, anzi mi fa molto arrabbiare
    - Ovviamente io non demordo, non mi scoraggio assolutamente e resto fiduciosa di trovare finalmente qualcuno che darà un volto al mio C.V.
    - Per concludere, cari recruiter e care aziende in cerca di personale, imparate a dare più fiducia a chi avete davanti e soprattutto dovete imparare a rischiare... Ricordatevi che è sempre un rischio affrontare un nuovo lavoro, sia per chi lo cerca sia per chi lo offre
    - La mia esperienza lavorativa e non solo mi fa concludere dicendo che non esiste il lavoro perfetto, il lavoratore perfetto, il datore di lavoro perfetto, ma solo persone che si incontrano e che accettano il rischio di mettersi in gioco
    - Ricambio con gioia il vostro abbraccio di energia positiva, auspicandomi che giunga anche ai recruiter che mi auguro di incontrare in futuro.

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